Danzando attorno
all’UNO
Ho fatto questo quadro ascoltando musica Sufi,
studiando la Kabbalah e leggendo ì Vangeli per guarire
di Jodorowsky. Quando ero stanca riprendevo energia con
la meditazione dei Chakra ed usavo le Quintessenze di
AuraSoma per ispirarmi. La divisione dei 32 pezzi nei
quattro elementi:Fuoco, Terra, Aria e Acqua è in
armonia con il mio studio dell Astrologia e la parte
centrale è un Labirinto, facile, perché se ti arrendi
seguire la Via è facile. Questo è il mio Canto di
Interconnessione per celebrare la Vita e l'Amore.
LeoNilde Carabba -
ottobre 2006
Donatella Airoldi
LeoNilde Carabba, un artista tra Oriente e
Occidente
Gli antichi filosofi greci, attirati dal mistero della
composizione intima della materia e delle sue
trasformazioni, fondarono fin dal VII sec. a.c. la
filosofia chimica ammettendo via via alcuni principi:
in natura nulla di crea e nulla si distrugge (Talete di
Mileto), la struttura della materia è in continuo
movimento (Democrito), la nozione di elemento
(Empedocle/Aristotele), la materia primitiva è dotata
di 4 qualità fondamentali: il secco, l umido, il
freddo, il caldo.
L aria, l’acqua, la terra, il fuoco, al di là della
indubbia scelta assunziale, sono protagonisti
istintuali delle opere di LeoNilde Carabba, potenze
vitali allo stato puro che hanno trovato nelle sue
opere una possibilità d espressione e di coagulo fino a
dare corpo a un immaterilità energetica vestita di
colore.
Spostare il baricentro di cosmiche reazioni per salvare
le esistenze attaccate alla terra che gira
inconsapevolmente intorno a se stessa e guarda
distratta le vie luminose vicine. Il fruitore si sente
osservatore partecipe di questo mondo che l artista ha
per un istante fermato per imprimere sulla tela un
movimento profondo, un abisso di buio, visioni di
universalità e immensità, con schermi di luce propria
che interagiscono mutevolmente e attendono scatti di
luminosità fluorescente per potersi rigenerare.
LeoNilde Carabba potrebbe interpretare una filosofia
chimica che travalica il tempo e lo spazio e forse per
questo include nel proprio operare i quattro elementi
fondamentali. Sono assorbimenti di colori, indecisioni
vitali che prendono il sopravvento per introdursi in
diagonali ordinate di tessere significanti o in
circuiti labirintici dalla sempre certa via d uscita. E
un artista, LeoNilde Carabba, che ha impegnato la
propria esistenza in considerazioni terrene che si
confrontano con comportamenti e componimenti
etico/filosofici. Dagli anni sessanta lavora inglobando
nei suoi quadri una dimensione pittorica astratta in
cui i colori sciolti come polveri incantano e
rincorrono il senso profondo dell’essere.
La pittura è una passione intensa che danna ed esalta
la vita, Carabba vi si immerge come in una catarsi da
teatro tragico greco ed esprime potenzialità cosmiche
in sequenze pittoriche che avvolgono e travolgono. Il
fruitore tende a scomparire magicamente nel buio della
sala, a essere sommerso da visioni notturne
attraversate da impercettibili luci gialloidi che
rimangono intrise negli occhi e che restituiscono una
dimensione quasi extrasensoriale.
Attenzione, precisione, solidità e immaterialità sono
le componenti guida delle sue opere che compiendosi,
non solo sperimentano una forte tensione emotiva, ma
permettono di rintracciare una sorta di soluzione
all’enigma esistenziale che ci si pone di fronte,
criptico o semplicemente e comunque da scoprire.
Opere spazianti che aprono elementi naturali e li
trasformano in dinamiche vitali, in turbinii di venti
nordici che accolgono ogni cosa e la trasportano con
sé. Visioni riprese da diverse altitudini s infrangono
su mari ghiacciati e esplosioni di suoni acuti vengono
trattenute nel silenzio vocale per permettere a
composizioni alchemiche di trovare la giusta soluzione
alcalina, l energia che permette il movimento. Cercare
di scoprire quali formule utilizza è difficile saperlo,
è come un magma che non conosce leggi ed
imbrigliamenti, ma traduce materialmente dei
componimenti astrali per i quali è interprete e segreta
traduttrice di linguaggi a noi sconosciuti.
Scorre i colori, organizza il quadro con strisce
adesive, controlla la soluzione acquosa, determina la
temperatura e agisce sulla tela. La sorveglia nel
sonno. Le soluzioni composte non accompagnano solo la
matematica ma l esistenza. I colori sono gialli accesi,
verdi, rossi, arancioni, e il blu notte, materializzati
con le polveri del sole. Possiamo immaginare queste
opere collocate nell’immenso Oriente immerso nel fiume
di colori degli abiti delle donne che si adagiano e s
intingono nel Sacro Fiume. L Occidente è assorbito,
trasformato, spianato dai ricordi di un America
lontana, lasciata negli anni ottanta, oltre l Oceano e
con l orizzonte ormai in chiaroscuro.
Le donne lasciano spesso i loro difficili
riconoscimenti e intraprendono viaggi per ricominciare
da un a capo senza limiti e senza storie che si portano
in valigie lasciate alla stazione. E questo che le
arricchisce, saper lasciare la materialità delle cose,
a volte il tutto, per ricostruire altrove.
Forse il dominus nascosto nelle trame dei suoi lavori è
poter ritrovare la luce nei colori e risolverli in
sostanze tangibili.
LeoNilde Carabba, quadri pennellati di materia che
vibra in nervi ottici accesi e seduce ciascuna
intelligenza raffinata. Il passaggio potrebbe essere
silente, senza voci alcune, basterebbe lo sguardo per
percepire l immensità. Un essere digiuno o affamato d
infinito potrebbe scoprire di essere l interlocutore
principe, un fortunato e unico intermediario scelto per
comunicare col Tutto.
Le opere di Carabba trasportano lo spettatore in
compensazioni siderali dove il passaggio
metacomunicativo è senza peso corporeo. La proiezione
prospettica travalica le leggi degli spazi considerati
e ingarbuglia la lucidità dei luoghi architettonici in
fibre luminose. C è un ordine nascosto nella
successione delle tessere che gravitano attorno al
grande centro motore, punto di partenza e arrivo, dove
i segni sono ribellamente liberi nel rigore di una
composizione decisamente progettata.
Danzando attorno all‘Uno, sciogliere le chiome e
indugiare silenti attendendo che Giove e Giunone
trovino un accordo trionfale per potersi sedere al
bacco festeggiamento con crateri riempiti di fluidi
giocondi.
La lentezza e l’assaporamento crescente nel percepire
colori sintonici che chiamano vittoria della propria
specie asseta bramosie insolite spezzando forme di dna
divini imprigionati in maglie verticali con circolari
percorsi che hanno chiusure a clip con murature
cementate in una solida sequenza terrena per le quali c
è sempre una via sotterranea.
Senza fine e comunque le sue opere dismettono armamenti
che non hanno giustificazioni e ascoltano la bellezza e
il profumo di corpi astratti naturali e nudi che non
vogliono più offuscarsi. Forza e costanza di segni che
mescolano esistenze frenetiche con campi di assoluto
silenzio fino a diventarne orme emblematiche e
identificatorie.
Come le incontaminazioni terrene, o il silenzio, o la
musica, o l astrologia che sempre sono da lei spinti ad
adagiarsi appassionatamente nella tela per restarvi per
sempre amanti.